IO CAPITANO

 
“Io Capitano” è un film uscito nelle sale cinema il 7 settembre 2023.
Diretto da Matteo Garrone, con una coproduzione Italo-belga, è stato girato per 13 settimane tra Africa e Europa. Racconta la storia di due ragazzi adolescenti senegalesi nonché cugini, Seydou e Moussa, con una gran voglia di diventare star della musica in Europa. Tutti in Senegal non appoggiano il loro progetto di raggiungere le coste italiane e iniziare una nuova vita perché consapevoli che il viaggio sarebbe stato pericoloso proprio perché molti compaesani avevano già perso la vita. I due giovani sono determinati, e di nascosto decidono di intraprendere ugualmente la loro grande impresa. Questo viaggio si rivelerà un'odissea perché i due dovranno affrontare molte prove attraverso il deserto del Sahara con i cadaveri di quelli che non ce l'hanno fatta, le prigioni libiche, i furti, le violenze, gli abusi e infine il Mediterraneo interminabile e pericoloso. 



Sono presenti anche gesti di umanità e gentilezza in mezzo all'inferno che fanno riflettere sull’importanza di aggrapparsi alle piccole cose e ai propri sogni per riuscire a combattere anche le battaglie più dure.  In questo modo il film sembra veicolare un messaggio che si basa più sulla purezza e la semplicità di un racconto narrato dai veri protagonisti di questi lunghi viaggi ricchi di atrocità che solitamente non vengono mai interpellati, invece che sulla classica retorica che caratterizza il tema dell'immigrazione trattato da coloro che l’immigrazione non l’hanno mai vissuta.
Inoltre, altri messaggi fondamentali di questo film sono la solidarietà, la necessità di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e soprattutto l’altruismo di farsi carico delle vite degli altri al posto di pensare solo alla propria sopravvivenza, in modo da  portare con sé anche il ricordo di chi non è arrivato alla meta.
Dall’ottica dei due giovani protagonisti il viaggio è un’avventura che li fa sentire due eroi coraggiosi e proprio il film stesso sembra un racconto eroico e soprannaturale da quanto questa tema è distante a noi che abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di non vivere tale disumanità;  se ci fermiamo a riflettere, però, sono milioni le persone tra donne, bambini e soprattutto giovani maschi che vedono nel nostro Paese una nuova opportunità per una vita migliore e di pace e che decidono di spingersi oltre i propri limiti affrontando a testa alta ogni ostacolo, umano con i controlli doganali e naturale per i limiti fisici come montagne, fiumi, mari e deserti, pur di riuscire a giungere al loro traguardo. 
È importante, quindi, informarsi su questo tema molto complesso e considerare soprattutto tutte le prospettive, per fare in modo che anche i protagonisti che hanno provato sulla loro pelle cosa vuol dire “immigrazione” possano avere voce in capitolo ed educare una società che si basa sui pregiudizi.

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