BARBIE: L'APPARENZA INGANNA
Barbie è conosciuta perché è sempre stata la bambola che tutti noi abbiamo sempre avuto e con la quale abbiamo sempre giocato. L’ abbiamo travestita, le abbiamo tagliato i capelli, le abbiamo fatto vivere un po’ la vita che tutti noi da piccoli ci aspettavamo di vivere…é stata e sarà sempre probabilmente uno dei ricordi più belli della nostra infanzia.
Vorrei basare, però, la mia riflessione sul film Barbie di Greta Gerwig, ritenuto da molti arte ma da altri solo marketing, geniale e per altri invece insignificante, divertente oppure noioso, fatto per piacere ai bambini o apprezzato da tutte le età.
Lo dico subito: secondo me è un vero e proprio successo proprio perché ha suscitato nelle persone tutte queste opinioni contrastanti e ha portato le persone stesse a parlarne in ogni modo rendendo inconsciamente il film ancora più famoso.
Parlando in termini tecnici è stato sicuramente un successo e inizialmente potevo accettare l’opinione di chi riteneva che fosse solo per marketing, visibilità o privo di un vero significato: attraverso le infinite collaborazioni fatte con diversi brand, infatti, l’uscita del film non è passata di certo inosservata…io stessa ne ero entusiasta solo al pensiero di entrare in sala con la maglietta di Barbie acquistata per puro caso il giorno del lancio del merch.
Questo perché penso che soprattutto per la nostra generazione un ritorno al passato, che spesso trascuriamo a causa della frenesia delle nostre giornate, sia sicuramente qualcosa di entusiasmante. Lo definirei un po’ come un ritorno a quella spensieratezza e ingenuità che ci portava a vedere il mondo a colori e le nostre vite perfette. Proprio per questo motivo vedere tutto colorato di rosa è stato esaltante per noi giovani ma superficiale e prettamente commerciale agli occhi delle persone più adulte.
Ciò che ho visto, invece, mi ha lasciata senza parole. Non è il film frivolo che tutti si aspetterebbero di vedere.
Barbie, secondo me, è un film che va visto specialmente dal genere femminile perché rappresenta perfettamente il modo in cui le donne vengono trattate nel mondo reale, motivo per cui infatti Barbie resta sconvolta e spaesata nel momento in cui esce da Barbieland dove funziona tutto in maniera opposta, dove lei è la figura più importante e di riferimento per tutti gli uomini (ken).
Ritengo che sia una vera e propria riflessione sulle difficoltà di essere se stesse oggi e una critica al sistema patriarcale in cui viviamo e contro cui una donna combatte ogni giorno.
Se ci pensiamo, un film che spiega perfettamente il passaggio da bambina a donna. Barbieland, infatti, rappresenta come abbiamo vissuto la nostra infanzia: ci sentivamo al sicuro, eravamo ingenue e ogni cosa sembrava perfetta. Il vero mondo che vede Barbie, al contrario, è proprio ciò che vive una donna ogni giorno non solo nel film: la realtà è spaventosa, ci porta ad affrontare sempre sfide diverse e ad essere sempre sottoposte al giudizio di una società e delle sue aspettative.
Sono uscita con le lacrime agli occhi perché ho sempre visto Barbie come la bambola che mi faceva divertire da piccola e invece adesso che sono ormai grande, a distanza di anni, mi ha aiutata invece a riflettere dandomi una reale dimostrazione di quello che le donne sono, del loro potenziale e della loro forza, ma anche ai limiti che incontrano continuamente. Posso dire che Barbie ha parlato sia alla me bambina e sia alla me donna.
Lo dico subito: secondo me è un vero e proprio successo proprio perché ha suscitato nelle persone tutte queste opinioni contrastanti e ha portato le persone stesse a parlarne in ogni modo rendendo inconsciamente il film ancora più famoso.
Parlando in termini tecnici è stato sicuramente un successo e inizialmente potevo accettare l’opinione di chi riteneva che fosse solo per marketing, visibilità o privo di un vero significato: attraverso le infinite collaborazioni fatte con diversi brand, infatti, l’uscita del film non è passata di certo inosservata…io stessa ne ero entusiasta solo al pensiero di entrare in sala con la maglietta di Barbie acquistata per puro caso il giorno del lancio del merch.
Questo perché penso che soprattutto per la nostra generazione un ritorno al passato, che spesso trascuriamo a causa della frenesia delle nostre giornate, sia sicuramente qualcosa di entusiasmante. Lo definirei un po’ come un ritorno a quella spensieratezza e ingenuità che ci portava a vedere il mondo a colori e le nostre vite perfette. Proprio per questo motivo vedere tutto colorato di rosa è stato esaltante per noi giovani ma superficiale e prettamente commerciale agli occhi delle persone più adulte.
Ciò che ho visto, invece, mi ha lasciata senza parole. Non è il film frivolo che tutti si aspetterebbero di vedere.
Barbie, secondo me, è un film che va visto specialmente dal genere femminile perché rappresenta perfettamente il modo in cui le donne vengono trattate nel mondo reale, motivo per cui infatti Barbie resta sconvolta e spaesata nel momento in cui esce da Barbieland dove funziona tutto in maniera opposta, dove lei è la figura più importante e di riferimento per tutti gli uomini (ken).
Ritengo che sia una vera e propria riflessione sulle difficoltà di essere se stesse oggi e una critica al sistema patriarcale in cui viviamo e contro cui una donna combatte ogni giorno.
Se ci pensiamo, un film che spiega perfettamente il passaggio da bambina a donna. Barbieland, infatti, rappresenta come abbiamo vissuto la nostra infanzia: ci sentivamo al sicuro, eravamo ingenue e ogni cosa sembrava perfetta. Il vero mondo che vede Barbie, al contrario, è proprio ciò che vive una donna ogni giorno non solo nel film: la realtà è spaventosa, ci porta ad affrontare sempre sfide diverse e ad essere sempre sottoposte al giudizio di una società e delle sue aspettative.
Sono uscita con le lacrime agli occhi perché ho sempre visto Barbie come la bambola che mi faceva divertire da piccola e invece adesso che sono ormai grande, a distanza di anni, mi ha aiutata invece a riflettere dandomi una reale dimostrazione di quello che le donne sono, del loro potenziale e della loro forza, ma anche ai limiti che incontrano continuamente. Posso dire che Barbie ha parlato sia alla me bambina e sia alla me donna.

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